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lenewws

Feb 25, 2014 4:53:37 PM
IMPORTO CONTRIBUTI DOVUTI PER L'ANNO 2014:

Circolare INPS - n. 23 del 10/02/2014

L’ISTAT ha comunicato, nella misura dell’1,10%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2012-dicembre 2012 ed il periodo gennaio 2013-dicembre 2013.
Conseguentemente sono state determinate le nuove fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2014 per i lavoratori domestici.
Al fine di fornire indicazioni utili a chiarire numerosi quesiti in merito al contributo CUAF, si precisa che il citato contributo  (Cassa Unica Assegni Familiari) è dovuto per tutti i rapporti di
lavoro domestico salvo il caso di rapporto fra coniugi (ammesso soltanto se il datore di lavoro coniuge è titolare di indennità di accompagnamento) e rapporto tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge (art. 1 del DPR 31 dicembre 1971, n. 1403).
Restano in vigore gli esoneri previsti dall’art. 120 legge 23 dicembre 2000, n. 388, con decorrenza 1/02/2001, nonché gli esoneri istituiti ai sensi dell’art. 1 comma 361 e 362 legge 23 dicembre 2005, n. 266, con decorrenza 1/01/2006 - come indicato nella circolare n. 19 dell’8/02/2006. Si conferma, pertanto, la minore aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF che, ovviamente, incide sull’aliquota complessiva.
Si precisa, inoltre, che, per il rapporto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell’art. 2, comma 28, della legge 28 giugno 2012, n. 92 continua ad essere applicato il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, previsto pari all’ 1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Tale contributo non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti.
Dal 1° gennaio 2014, tuttavia, in riferimento alle trasformazioni di contratto da tempo determinato a tempo indeterminato decorrenti dalla predetta data, ai sensi dell’art. 1, comma
135, della legge 27 dicembre 2013 (Legge di Stabilità 2014), non è più previsto il limite delle ultime sei mensilità per la restituzione al datore di lavoro del contributo addizionale di cui
all'articolo 2, comma 30, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
La restituzione avviene anche nel caso in cui il datore di lavoro riassuma con contratto di lavoro a tempo indeterminato il  lavoratore entro sei mesi dalla cessazione del contratto a termine, con una riduzione del rimborso corrispondente ai mesi che intercorrono tra la scadenza e l’assunzione a tempo indeterminato.
Per il rimborso del contributo addizionale il datore di lavoro dovrà presentare, come di consueto, domanda in via telematica, secondo quanto indicato nella circolare n. 170 del 30 dicembre 2011, attraverso uno dei seguenti canali:

WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino     tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

Contact Center Multicanale - numero gratuito 803164 da rete fissa e 06164164 da telefono cellulare con tariffazione stabilita dal proprio gestore;

Intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

Fonte: www.inps.it

In allegato copia della Cricolare n. 23 del 10/02/2014 e Tabella relativa agli importi dei contributi dovuti per l'anno 2014 per i lavoratori domestici

 


Allegato Allegato

Feb 25, 2014 5:20:25 PM
FIRMATO IL NUOVO CONTRATTO COLLETTIVO E STABILITI MINIMI RETRIBUTIVI PER L'ANNO 2014:

A distanza di quattro decenni dalla stipula del primo contratto collettivo della categoria, si è sottoscritto il nono c.c.n.l.

La grave crisi economica che caratterizza il tempo presente ha indotto le parti sociali a porre l’accento più sugli aspetti normativi che su quelli direttamente legati alla retribuzione, in un momento in cui si è ritenuto opportuno non accentuare ulteriormente gli oneri che gravano sulle famiglie, molte delle quali in difficoltà. Difficoltà di cui sono segno anche i flussi immigratori, che alimentano tradizionalmente l’offerta di lavoro nella collaborazione familiare, sensibilmente ridottisi rispetto al tempo in cui fu stipulato il contratto che viene ora rinnovato, sintomo evidente di una diminuita appetibilità, per i lavoratori migranti, del nostro mercato del lavoro.

Nonostante questa situazione, l’impegno delle parti sociali nel migliorare la condizione normativa di questo lavoro di cura alle persone si è tradotto in significativi miglioramenti del trattamento normativo dei collaboratori familiari.

Si è, anzitutto, stabilito che durante le due ore di riposo giornaliero intermedio, di cui devono godere i lavoratori conviventi con il nucleo familiare del datore di lavoro, costoro possano uscire dall’abitazione dove lavorano, fatta salva la destinazione dell’intervallo all’effettivo recupero delle energie psicofisiche e non, ad esempio, allo svolgimento presso terzi di un altro rapporto di lavoro “a ore”.

Si è consentito che, per gravi e documentati motivi, il lavoratore possa richiedere un periodo di sospensione extraferiale, senza maturazione di alcun elemento retributivo, per un massimo di 12 mesi, lasciando al datore di lavoro la facoltà di non accogliere la richiesta, ovviamente per motivi che, nell’ambito della correttezza e della buona fede reciproche, giustifichino oggettivamente il diniego.

Particolare rilievo si è voluto attribuire alla tutela delle condizioni di lavoro, stabilendo che ogni lavoratore ha diritto ad un ambiente di lavoro sicuro e salubre, sulla base di quanto previsto dalla legislazione vigente, relativamente agli ambienti domestici. Il datore di lavoro, in quest’ottica, dovrà provvedere ad informare il lavoratore circa eventuali rischi esistenti nell’ambiente di lavoro, relativi anche all’uso delle attrezzature e all’esposizione a particolari agenti chimici, fisici e biologici. L’informativa si realizzerà all’atto dell’individuazione delle mansioni o del loro mutamento, mediante la consegna di un apposito documento che verrà elaborato dall’Ebincolf, l’ente bilaterale di settore istituito dalla stessa contrattazione collettiva. Il miglioramento delle tutele della salute comprende pure l’aumento del 50% del periodo di comporto in caso di malattia oncologica.  Attenzione speciale per la maternità riflette la disposizione che raddoppia i termini di preavviso nell’eventualità in cui il datore di lavoro intimi alla lavoratrice madre il licenziamento prima del 31° giorno successivo al termine del congedo per maternità.

La tutela dell’occupazione, invece, è perseguita da due nuove norme contrattuali: quella che obbliga il datore di lavoro, nel caso in cui il rapporto cessi per licenziamento, a fornire una dichiarazione scritta che attesti l’avvenuto recesso e quella che, riaffermato l’obbligo di convalida delle dimissioni, prevede che questa, oltre che presso la Direzione territoriale del lavoro o presso il Centro per l’impiego, oppure con la sottoscrizione di copia della denuncia di cessazione del rapporto inoltrata alle competenti sedi, possa essere conseguita anche in sede sindacale.

La massima attenzione è stata prestata alla riorganizzazione del sistema della bilateralità, anche a seguito del grandissimo successo della Cassa Colf, istituita per supplire alla carente tutela legale dei lavoratori malati, ai quali il legislatore non riconosce neppure il diritto alla percezione dell’indennità economica di malattia: non solo sono stati ridefinite le attribuzioni dei tre enti bilaterali (Fondo Colf, Cassa Colf ed Ebincolf) ma è stato previsto pure un secondo livello di contrattazione.

La contrattazione di secondo livello -i cui agenti potranno essere soltanto le organizzazioni sindacali Federcolf, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, nonché le associazioni dei datori di lavoro Fidaldo e Domina - potrà riferirsi, di norma, all’ambito regionale o delle città metropolitane e potrà riguardare l’indennità di vitto e di alloggio ed i permessi per studio e formazione professionale.

Una norma del contratto viene incontro alle famiglie che devono ricorrere a prestazioni di lavoro per sovvenire ai bisogni di cura di persone non autosufficienti, in sostituzione dei lavoratori assenti durante il godimento del riposo settimanale: il datore di lavoro, sempreché abbia in servizio uno o più lavoratori a tempo pieno addetti all’assistenza di non autosufficienti, inquadrati pertanto nei livelli CS o DS, potrà assumere in servizio uno o più lavoratori, conviventi o meno, da inquadrare sempre nei livelli CS o DS, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari dell’assistenza.  Tali prestazioni dovranno essere retribuite sulla base di un’apposita tabella allegata al contratto collettivo.

IMPEGNO - Gennaio Febbraio 2014 p.p. 6-7

In allegato la Tabella dei Minimi Retributivi validi per l'anno 2014

 


Allegato

Mar 21, 2014 4:01:03 PM
ROMA: INCONTRO PER ILLUSTRARE IL NUOVO CCNL:

DOMENICA 23 MARZO 2014 alle h. 15.30

 presso le Religiose di Maria Immacolata

in Via Palestro, 23

si terrà un incontro per l'illustrazione del nuovo CCNL per il Lavoro Domestico, entrato in vigore dal 1 Luglio 2013.

L'Avv. Armando Montemarano spiegherà in dettaglio le novità ed eventuali modifiche apportate al Nuovo Contratto Collettivo Nazionale.

 


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