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lenewws

Jul 4, 2011 12:16:19 PM
Congresso provinciale Api-colf Bergamo:

Colf e assistenti familiari(il termine badanti, ormai in uso, è comunque giudicato limitante rispetto al carico e alla qualità di lavoro di queste figure professionali): negli ultimi anni, anche nella Bergamasca, ci si è abituati ad associare queste donne a nazionalità straniere. Ma la morsa della crisi economica sta modificando il quadro: tornano a fare questo lavoro, spesso visto come «ultima spiaggia o ripiego» anche le italiane, le bergamasche. È un dato emerso dal XIX Congresso provinciale Api-Colf (Associazione professionale italiana collaboratori familiari) e XV Congresso provinciale Federcolf (Federazione sindacale collaboratori familiari) che si è svolto alla Casa del Giovane a Bergamo.

Stabili presenze dall’Est

«Come associazione siamo cresciute – ha dichiarato la presidente provinciale Daniela Mazzoleni – e in termini quantitativi solo nell’ultimo anno sono stati più di mille i contatti aperti, e in parte conclusi con la stipula dei singoli contratti, e in termini qualitativi grazie alla formazione. Registriamo anche noi come tante altre agenzie di collocazione del lavoro, le difficoltà economiche di chi vuole instaurare rapporti stabili duraturi e regolari: è un segnale preoccupante di una situazione socioeconomica del Paese. Rimangono stabili le presenze tra le nostre associate di operatrici provenienti dall’Est europeo, ma segnaliamo un ritorno significativo di operatrici italiane». Un dato legato alla crisi, questo, e che viene confermato anche da don Francesco Poli, consulente ecclesiastico dell’Apicolf: «Questo è un settore di lavoro che, è innegabile, supplisce a necessità locali importanti, come il welfare e l’assistenza in particolare ad anziani e anche a bambini: le difficoltà economiche e la crisi stanno spingendo molte bergamasche a ricoprire ruoli in questo settore, sia nella cerchia familiare, sia all’esterno. E, spiace doverlo segnalare, sono purtroppo moltissimi i casi di lavoro "in nero". In particolare tra straniere».

Senza contratti

E se entro maggio verranno resi noti i dati nazionali più aggiornati su colf e badanti (si terrà il congresso a Firenze), Marco Zucchelli, Caritas diocesana, fa il punto della situazione locale: «Dati precisi e recenti non sono pronti, ma vanno valutate le statistiche Istat, il monitoraggio Inps sui contributi versati e un nostro studio effettuato alcuni anni fa nella Bergamasca. Si parlava di una presenza di almeno 13-15 mila figure professionali di colf e badanti, quasi tutte straniere, purtroppo si ritiene probabile che a Bergamo, nonostante la recentissima regolarizzazione, almeno un 40% lavori ancora in modo irregolare, dal punto di vista contrattuale».

Fonte: L'Eco di Bergamo

In allegato l'articolo in formato pdf


Allegato

Apr 28, 2011 11:32:59 AM
IMPEGNO - APRILE 2011:

Non cercare Gesù in terre lontane:

Lui non è là. È vicino a voi. È con voi.

Basta che teniate il lume acceso e Lo vedrete sempre.

Continuate a riempire il lume con piccole gocce d'amore

e vedrete quanto è dolce il Dio che amate.

Madre Teresa di Calcutta

IN QUESTO NUMERO DI 'IMPEGNO':

  • PASQUA 2011 - L'incontro nell'Eucarestia
  • VITA E COSCIENZA - La voce insopprimibile dei Migranti  - Amarla fino alla fine
  • RIFLESSIONI - Faremo la fine della rana?
  • IMMIGRAZIONE E LAVORO - Così gli immigrati contribuiscono all'economia                                            - A Bergamo colf italiane in crescita, ma il 40% avora in nero
  • CONGRESSO NAZIONALE - Il contesto migratorio in Europa
  • DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA - Il 'Quadrilatero' della Pace
  • BENE COMUNE - Le tasse si pagano per avere servizi
  • LAVORO - "Poco uliti e finti buonisti" Gli italiani visti dalle loro Colf                                                                   -Di fronte al malato, no a una 'abitudine senza sentimenti'                                                                  - Dal 1 Luglio 2010 è operativa la CAS.SA.COLF
  • VITA ASSOCIATIVA - 'Profilo' di Donna

 In allegato il numero di Aprile 2011 in PDF


Allegato

Apr 28, 2011 12:40:25 PM
CONGRESSO NAZIONALE:

Nel 2008 la popolazione migrante presente nell’Unione Europea era di circa 31 milioni di persone, il 6,2% della popolazione residente.
Di questi, un terzo sono cittadini migranti di altri Paesi dell’Unione. Le stime sui lavoratori clandestini sono le
seguenti nel 2009:
• Francia, tra le 200 e le 400 mila persone;
• Regno Unito, tra le 120 e le 380 mila persone;
• Germania, tra 500 mila e un milione di persone;
• Polonia, 500 mila persone circa, la maggior parte delle quali provenienti da paesi dell'ex Unione Sovietica come l'Ucraina, la Russia e la Bielorussia;
• Spagna, circa 600 mila persone;
• Italia, tra 600 mila e 800 mila persone, dopo la regolarizzazione delle persone addette alla collaborazione familiare.
Poco più della metà di immigrati presenti in Italia (2,1 milioni dei quasi 4 milioni) sono cittadini immigrati dell'Europa. In particolare, l’85% degli immigrati di origine comunitaria provengono dai 12 paesi di nuova adesione aIl'UE:
• le donne sono poco più del 50%;
• i minori sono circa 900 mila, di cui oltre
650 mila iscritti a scuola;
• il 35% delle persone immigrate vive nel
Nord Ovest e il 27% nel Nord est;
• le principali collettività sono Romania
(800.000), Albania (440.000), Marocco
(400.00), Cina (170.000) e Ucraina
(154.000);
• il 33% delle persone lavora nel settore dell’industria; il 54% in quello dei servizi; in particolare, l’11,5% nei servizi alle famiglie.

In allegato la versione integrale dell'articolo e il manifesto del XIX Congresso Nazionale


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