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lenewws
Jan 13, 2011 11:32:13 AM
Una famiglia umana:

Il 16 gennaio 2011 si celebra la 97ma Giornata Mondiale delle Migrazioni che ha per tema "Una sola famiglia umana".La celebrazione sarà presieduta dal card. Angelo Bagnasco dalla Cattedrale di Genova. La Giornata, voluta da Pio X nel 1914, è la più antica, ma è ancora oggi più attuale che mai. La sua attenzione e la sua preghiera infatti sono rivolte non solo agli emigrati italiani, ma anche a tutte le altre persone coinvolte nella mobilità umana e precisamente agli immigrati e profughi, ai rom e sinti, ai fieranti e circensi, ai marittimi e agli aeroportuali.

Fonte: Fondazione Migrantes

[In allegato La Presentazione della Giornata Mondiale Migrazioni, il Messaggio di Benedetto XVI e il Manifesto]


Allegato Allegato Allegato

Jan 26, 2011 1:32:26 PM
Decreto Flussi 2010:

La circolare congiunta dei Ministeri dell'Interno e del Lavoro fornisce i dettagli sui click day che partiranno il 31 gennaio e il 2 e 3 febbraio a seconda delle diverse categorie e nazionalità dei richiedenti. A partire dal 17 gennaio è disponibile su www.interno.it l'applicativo per la compilazione dei moduli

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del presidente del Consiglio dei ministri (si veda allegato 1), il cosiddetto 'decreto flussi 2010', ha preso il via l'iter che porterà all'assegnazione dei 98.080 permessi di soggiorno riservati ai cittadini extracomunitari.

Le domande di nulla osta per lavoro non stagionale potranno essere presentate esclusivamente  attraverso il sistema telematico dal sito internet del Ministero dell'Interno. Le procedure per la registrazione degli utenti, la compilazione dei moduli e l'invio delle domande sono sostanzialmente identiche a quelle da tempo in uso e già sperimentate nelle precedenti edizioni degli anni scorsi relative ai decreti flussi.

Le novità introdotte quest'anno riguardano la compilazione delle domande che avverrà in modalità
on line direttamente sul web (si veda allegato 2 per una sintesi sull'utilizzo del sistema di inoltro telematico), per consentire una maggiore celerità nell'acquisizione da parte del sistema informatico del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione. Inoltre, la conferma di avvenuta ricezione non sarà più inviata sull'e-mail del richiedente ma sarà visibile già sull'applicativo di compilazione, nell'area privata dell'utente.

La prima data da ricordare è il
17 gennaio quando a partire dalle ore 8.00 sarà disponibile l'applicativo per la compilazione delle domande da trasmettere solo successivamente nei giorni previsti per le diverse tipologie lavorative e di nazionalità.

I CLICK DAY

Per l'invio delle domande, il via è fissato a partire dalle 8,00 del 31 gennaio esclusivamente per le istanze relative a lavoratori delle nazionalità privilegiate, specificate nell'art. 2 del DPCM, ovvero, cittadini albanesi, algerini, del Bangladesh, egiziani, filippini, ghanesi, marocchini, moldavi, nigeriani, pakistani, senegalesi, somali, dello Sri Lanka, tunisini, indiani, peruviani, ucraini; del Niger, del Gambia e di altri Paesi non appartenenti all'Unione europea che concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione.

Il secondo appuntamento è per il 2 febbraio sempre dalle ore 8,00 quando sarà possibile inviare le domande relative ai lavoratori domestici e di assistenza alla persona.

Dal 3 febbraio, a partire dalle ore 8,00, invio delle domande per tutti i restanti settori indicati negli articoli 4, 5 e 6 del decreto.

FONTE: Ministero dell'Interno


Allegato Allegato

Dec 1, 2015 3:13:20 PM
TESTIMONI DI SPERANZA:

Alcune considerazioni rispetto alla situazione presente e su come raccogliere la sfida per essere testimoni credibili di una speranza viva, oggi. E’ innegabile che il contesto sociale nel quale ci troviamo permane nelle sue caratteristiche di problematicità: non si tratta, infatti, di far fronte ad una crisi solo occupazionale, ma di affrontare una crisi epocale, che coinvolge sia la dimensione sociale, come pure quella culturale e spirituale. Di fronte a tutto ciò è necessario riconoscere il punto di partenza che ci permette di affrontare tale sfida: riaffermare la centralità della persona e la sua dignità. Infatti la persona ha il primato nella vita economica, davanti a organismi e strutture, nei confronti delle autorità politiche, nei riguardi delle regole e delle leggi. Come essere, dunque, testimoni credibili di una speranza viva per l’uomo contemporaneo? Come può essere raccolto personalmente e comunitariamente l’invito alla speranza?

 

Mi pongo questo interrogativo all’inizio di un nuovo anno, dove più che mai preme l’esigenza di mutamenti profondi che richiedono la capacità di porre  in atto scelte coraggiose in ogni ambito della vita personale e sociale. La stessa comunità cristiana avverte l’urgenza di una più decisa presa di coscienza dei profondi cambiamenti che l’umanità dovrà affrontare, per continuare a testimoniare il Vangelo. Tra le priorità che richiedono testimonianza, la più urgente, appare quella di tessere socialità; alimentare nuove relazioni tra gli uomini che siano degne dell’uomo stesso e corrispondano al disegno mirabile di Dio di fare dell’umanità una sola famiglia.

 

Il punto di partenza si identifica nell’esigenza di favorire un più ampio ascolto reciproco; ascolto dell’uomo nella sua realtà più profonda. Colgo infatti tre rischi che minacciano il tessuto sociale anche del nostro territorio: la violenza, la solitudine e la corruzione. Si va diffondendo una violenza latente che contrasta la dignità di quanti non alzano la voce o non hanno la forza di farsi sentire. Cresce poi una solitudine mortale di quanti  non si sentono in alcun modo difesi o tutelati dalla società. Inoltre, permangono e si accrescono varie forme di corruzione morale, economica e amministrativa che sono come un cancro che rode dall’interno ogni bene promosso dalla comunità. Dobbiamo avere più coraggio nel combattere questi mali della città contemporanea.

 

Come  possiamo allora proporre gesti di speranza nella situazione odierna? Dobbiamo riconoscere in primo luogo come la speranza sia qualcosa che non si possiede. Essa ci sta di fronte: riguarda il futuro. La speranza ha che fare con il Regno nella sua pienezza; essa è prima di tutto  dono di Dio. Per un altro aspetto, la speranza,  ha anche una valenza terrena, essa è da promuovere tra gli uomini  perché incide fortemente nella costruzione della città dell’uomo. La speranza chiama in causa la responsabilità di tutti. Non possiamo esimerci dall’impegno per costruire  un mondo umano che poggi su quei valori necessari oggi per abitare la città: la giustizia, la libertà, la fraternità, la pace, i diritti umani, il lavoro, la lotta alle emarginazioni, alla fame. Un impegno personale e comunitario che appoggi sulla speranza che un futuro migliore è davvero possibile. Già da oggi.

 

don Francesco Poli

Cons.te ecc.co naz. API - Colf

 

 

“Non possiamo esimerci dall’impegno

per costruire  un mondo umano che poggi su quei valori

necessari oggi per abitare la città”.

 


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